Aria di apertura

Anche per quest’anno sta per suonare la magica campanella d’avvio: non quella della scuola, che pure, quasi ovunque, seguirà di un solo giorno l’apertura della nuova stagione di caccia, ma quella che tutti noi cacciatori aspettiamo per tutto l’anno. L’apertura sognata nella calura delle interminabili serate estive e quando, in un giorno qualunque di Agosto, una folata di vento improvvisa ci avverte che l’aria è cambiata e che la nostra stagione del cuore, l’Autunno, è finalmente in arrivo.

Che poi, a ben vedere,di scuola si può sempre parlare anche per la caccia, dove anche dopo un numero imprecisato a due cifre di licenze non si smette comunque mai di imparare, ma soprattutto di emozionarsi.

Domenica prossima dunque, dopo la manciata di mezze giornate di “prove generali” della preapertura, torneremo  ad invadere prati e boschi, colture e sponde di fiumi, campi di stoppie e incolti selvaggi. Più vecchi e più consapevoli di un altro anno che è già passato, lasciandoci ricordi e delusioni, ma anche nuove speranze ed aspettative per quello che verrà.

Torneremo ad incontrarci nei bar la mattina prestissimo, col buio pesto e quando ancora non si intravede nemmeno la sottile linea luminosa che annuncia l’irrompere del’alba all’orizzonte; a scandire i nostri passi nell’ombra verso i canili, dove una coda festosa e impaziente ci aspetta per farsi caricare sulla nostra auto, fremendo e guaendo di gioia a mezza voce per non rovinare la sacralità del momento in cui si parte per una nuova avventura di caccia.

Torneremo ad appostarci nel buio e nel fango al fondo della trincea improvvisata di un capanno nascosto tra le stoppie, mentre le ombre furtive degli uccelli notturni dalle ali ovattate ci passano veloci sopra la testa nella scia luminosa delle ultime stelle che vanno spegnendosi; a vedere un lampo di fuoco sprigionarsi per un istante dalle canne dei nostri fucili, e poi subito spegnersi come sguardi sazi dopo un desiderio esaudito.

Torneremo a guardare impazienti le lancette dell’orologio al polso, appoggiati al cofano o al tronco di un albero, mentre aspettiamo che scocchi l’ora dell’apertura e che il velcro che chiude il fodero torni a rallegrarci col suo caratteristico “straap”.

Torneremo a compiere tutte queste azioni, e molte altre ancora, come in un eterno rituale di cui siamo gli instancabili sacerdoti e i gelosi custodi: gelosi di questi momenti come lo si è di un amore, collezionisti di ricordi che, anno dopo anno, vanno ad impreziosire la trama della nostra vita personale e umana di cacciatori. Attori di uno spettacolo che continua a strappare applausi a scena aperta, a buttarci giù dal letto e ad abbandonare il calore delle nostre case per immergersi in scenari fatati avvolti dalla nebbia e dal gelo, respirando a pieni polmoni l’aria purissima delle mattine d’autunno.

Sempre in movimento o all’improvviso fermi e stagnanti come è per lo scorrere delle acque che fanno vivere i nostri animali, come è per la nostra stessa vita: un sostare e poi un ripartire verso nuovi cammini, seguendo un battito d’ali, un balzo tra le zolle o un rompere di frasche che si accordi al ritmo del nostro cuore.

Buona apertura, buona avventura a tutti i cacciatori!

 

Monica Sergelli

 

 

 

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