Chioccolo: strategie di inizio stagione

Mi sono chiesto nel corso di questi ultimi anni chi è il chioccolatore. E non mi è mai bastato rispondermi con un troppo scontato “colui che richiama gli uccelli con la bocca”. Il chioccolatore secondo me nulla ha a che vedere con il capannista migratorista così come nemmeno con coloro i quali vanno al salto o al rientro, in attesa dei tordi.

Il chioccolatore è anzitutto colui che il bosco lo vive con discrezione, armato di zainetto, sgabello pieghevole e fucile. Non serve altro, oltre ai chioccoli, a chi riesce ad integrarsi perfettamente in un luogo così ricco di fascino come il bosco.

Ad inizio stagione chi si avvicina a questa antichissima forma di prelievo deve considerare che il bosco, fino ai primi freddi, è un teatro dove va in scena un grande concerto. E come ogni buon chioccolatore sa, è più facile ottenere buoni risultati con il chioccolo in pieno inverno piuttosto che ad inizio autunno.

In ogni caso a chi si cimenta con i primi passi nel mondo del chioccolo consiglio di cercare tre situazioni ben precise:

1 – corsi d’acqua, anche di piccole dimensioni, appostandosi in prossimità di pozze dove l’acqua ristagna. Bisogna arrivare ancora a buio, prima dell’alba, cercando di fare meno rumore possibile e curando maniacalmente la mimetizzazione. In perfetto silenzio fino a giorno, per poi usare con discrezione il merlo, con lunghe pause di attesa, alternato brevemente dalla ghiandaia a cui succederà rapidamente il merlo, in nota alta. E una lunga pausa. Avendo cura di non fare troppo rumore percorreremo il corso d’acqua dall’alto verso il basso fino ad una quota da ritenere apprezzabile.

2 – qualora vi fossero delle radure erbose o delle zone a roveto e macchia, in ombra e mezz’ombra e mai a tutto sole, utilizziamo convintamente il merlo. Qualora non sortisse effetti, in una decina di minuti, sparigliamo le carte con il gufo, la civetta o la ghiandaia. In epoca di passo il merlo si affianca allo zirlo per i tordi con pause di attesa meno marcate e richiami più prolungati;

3 – in pieno giorno, con il sole alto, nel bosco di inizio stagione è difficile avere buone opportunità di tiro. In questa circostanza il gufo sarebbe inopportuno ed anche la ghiandaia, cioè quel richiamo che simula il fracasso prodotto da gazze, ghiandaie e cornacchie, risulta spesso inefficace. Una soluzione fattibile è il colombaccio ma fu un chioccolatore maremmano a dirmi “tu c’ha da provà con Pettiere, Golo e Astole”. Il vecchio chioccolatore volle suggerirmi di costruire dei richiami che imitassero verosimilmente il Pettirosso, il Rigogolo e quello che lui, con Astole, identificava come Sparviere. E risultati alla mano dovetti dargli ragione!

Sergio Sarasso

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