Cornacchie da capanno: strategie vincenti

Forse questo mio articolo scatenerà l’ilarità di alcuni ma quando si parla di cornacchie non c’è altro uccello che tenga per intelligenza, scaltrezza e difficoltà di cattura.

Cacciare le cornacchie sembrerà per qualcuno una caccia di “serie B” ma così non è, potete credermi. La caccia alla Cornacchia grigia si basa su lunghi momenti di osservazione e per questo avremo bisogno di un binocolo piuttosto potente che ci consenta di guardare da molto lontano le cornacchie durante la giornata, soprattutto al tramonto.

Bisognerà poi porre massima cura alla zona di caccia allestendo il capanno mobile in prossimità di folte siepi, margini alberati, zone con abbondanti arbusti. Rendendolo il più possibile mimetico e ben integrato al territorio perché le cornacchie sono in grado di percepire nitidamente i colori. Attenzione massima anche all’abbigliamento e al fucile, curati in ogni dettaglio. A volte per mettere in agitazione le cornacchie basta scoprirsi mettendo in mostra il viso, non opportunamente mascherato.

La tecnica di caccia, una volta approntato il capanno, è abbastanza semplice: bisogna simulare un branco di cornacchie intente a cibarsi oppure una azione di predazione di un rapace che può essere un falco o un gufo. Per quest’ultimo le cornacchie hanno una vera e propria avversione!

Se simuleremo delle cornacchie intente a cibarsi dovremmo dotarci di una pelle di coniglio, di agnello o di lepre, di alcuni stampi fissi e di alcuni stampi con ali battenti o girevoli. Ad ognuno di noi il compito di sceglierli in plastica di ottima fattura o ricoperti di piume vere. Se poi fossimo così esperti da poter utilizzare dei richiami vivi ancora meglio!

Se invece simuleremo la predazione di un gufo ci servirà lo stampo del gufo, magari ad ali battenti, un palo telescopico alto 1.5/2 metri dove fissarlo, una cornacchia morta da posizionare al di sotto del gufo. In ogni caso gli stampi o il gufo andrà posizionato frontalmente al capanno a non meno di 20/25 metri da noi.

In entrambi i casi dovremo usare dei richiami a bocca: nel caso della pastura che ci permettano di richiamare le altre cornacchie, nel caso del gufo che ci permettano di modulare il richiamo ad altri esemplari da alternare al richiamo del gufo (va bene anche quello dell’allocco). Le altre cornacchie accorreranno in soccorso della cornacchia morta e si avventeranno sul gufo senza esitazione.

Come attrezzature personalmente uso un Browning A5 Camo Max5 in calibro .12 e canna da 76 cm con cartucce Bascheri & Pellagri MB Tricolor da 36 g e piombo 6 o 5. Questo perché il tiro alla Cornacchia è sempre piuttosto distante e si tratta di un uccello molto ben piumato.

L’aspetto più importante da tenere a mente è che non bisogna mai cacciare le cornacchie nello stesso posto perché dove le cornacchie avranno subito delle fucilate sarà difficilissimo che ritornino agli stampi.

Ciò detto concludo con una nota di colore. All’idea di mangiare una cornacchia sono in molti ad essere schifati, eppure pensateci: cosa mangia di diverso da un cinghiale? Nulla! E a chi è ancora scettico dico solo: provate per credere, magari con un tagliolino al ragù di cornacchia. Poi mi saprete dire…

Renato Masiero

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