Sud Africa: omicidi e incendi per rubare le terre dei bianchi, caccia a rischio

La situazione in Sud Africa, il più avanzato e sviluppato paese africano, sta via via peggiorando di ora in ora. Il ministro della Polizia del Sud Africa ha dichiarato: – È come fossimo in guerra: i sudafricani non dovrebbero considerare tutto ciò come normale. Non può essere normale  essere rapiti, derubati e uccisi ogni giorno. Dobbiamo lavorare per cambiare la situazione -.

I dati parlano chiaro: in Sud Africa si registrano ormai 57 omicidi al giorno, la gran parte di essi avvengono in occasione degli attacchi alle farm dei boeri bianchi ad opera di cittadini neri. I discendenti degli antichi colonizzatori olandesi e fiamminghi che da secoli hanno investito comprando grandi appezzamenti di terreni dove hanno impiantato attività legate alla caccia, all’allevamento, al turismo ed alla agricoltura.

A guidare e sostenere la rivolta, oltre ad alcune frange dei partiti più estremisti del parlamento di Pretoria, vi è il leader del partito Combattenti della Libertà Economica, Julius Malema. Si registrano attacchi alle farm di proprietà dei bianchi ormai ogni giorno nei distretti del Gauteng, Limpopo, Nord Ovest, Mpumalanga e nel Kwa Zulù Natal, con incendi dei raccolti e delle zone incolte, uccisione illegale di animali e cosa ancora più grave, con stupri ed omicidi a danno dei proprietari bianchi.

Tutto questo in un clima di forte tensione dovuto alla proposta di esproprio dei terreni di pubblica utilità ai fini agricoli senza indennizzo, che il nuovo presidente sudafricano sostiene a gran voce. Venendo meno, in caso di attuazione, ai trattati internazionali sottoscritti in tempi non sospetti. Il Sud Africa è vicino alla crisi.

Redazione aCaccia.com

 

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