Il foraggiamento del Cinghiale

In questo articolo andremo ad analizzare un’azione che dal 2 febbraio 2016 è definita illegale, ma che tutt’ora viene spesso attuata per buona pace di agricoltori e cittadini, poiché viene spesso adoperata per contrastare i danni alle culture. Questa pratica è il foraggiamento dei cinghiali.

Innanzitutto, bisogna sapere che il cinghiale ha un solo periodo di estro durante l’anno, che si verifica da giugno a settembre, grazie all’aumento delle ore di luce e al contemporaneo allattamento che innescano una reazione ormonale. Questo periodo non è fisso e, anzi, sembra dipendere direttamente dalla disponibilità di cibo, la cui abbondanza è in grado di accorciarne i tempi. Questa abbondanza di risorse alimentari permette alle femmine di svezzare con successo i nuovi nati e, nel caso di femmine che non sono riuscite a riprodursi, permette loro di potersi accoppiare prima dell’autunno.

Questo concetto trova la sua controprova nella distribuzione delle nascite che, normalmente, sono raggruppate in un solo picco primaverile, ma in presenza di straordinarie risorse naturali o artificiali mostra un secondo picco, meno consistente, in tarda estate e autunno, grazie alle giovani femmine che raggiungono in quel periodo la maturità sessuale.

Questo ci permette anche di sfatare il mito della duplice o triplice riproduzione annuale dei cinghiali: in questa specie le femmine si riproducono, perlomeno in natura, soltanto una volta all’anno perché, per quanto possano avere a disposizione le più svariate risorse, l’attività riproduttiva e gestazionale richiede un impegno energetico e temporale troppo grande perché lo si possa affrontare due volte in un anno.

In conclusione, sottolineiamo ancora una volta l’importanza di studiare attentamente le possibili conseguenze di ogni nostra azione. Se dal punto di vista legislativo, infatti, la scelta può essere criticata e discussa, dal punto di vista della gestione faunistica bisogna muoversi con attenzione studiando attentamente i tempi e le modalità di ciò che andiamo a programmare.

Adriano Mascarino

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Tecnica Faunistica

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com

  • Lorenzo Fabietti

    Potreste spiegare la differenza tra ciclo estrale e periodo di estro? In un articolo precedente si affermava che le femmine hanno un ciclo estrale che si ripete mensilmente, mentre qui si afferma che il periodo di estro è uno solo in un anno, in cosa si differenziano i due concetti?

  • Per quale motivo un cinghiale foraggiato non dovrebbe poi fare comunque danni alle colture, in altri frangenti, resta un mistero che l’autore non spiega. Aumentare artificialmente le risorse per il cinghiale, specialmente d’inverno, mina ogni residua possibilità di selezione naturale delle popolazioni di questa specie.