Diari di caccia: il cerchio della vita

“Alcuni dicono mangia o vieni mangiato, altri dicono vivi e lascia vivere, ma tutti sono d’accordo mentre si uniscono al fuggi fuggi generale: non dovresti prendere più di quello che dai…”. La sensazione di camminare di notte nel bosco per raggiungere la zona di caccia è sempre quella di procedere nel profondo nulla e questa senso comunque di ignoto ogni volta mi spinge inconsapevolmente a riflettere e, sempre più spesso, prima a canticchiare (si forse un po’ di timore lo vivo) e poi a ragionare.

Oggi è la volta di una canzone che mi è sempre erroneamente sembrata banale ma, man mano che ripeto le poche strofe che ricordo, mi obbliga a pensare al significato di quello che sto facendo. Comincio a convincermi che “ il cerchio della vita” non mi sia venuta in mente per caso e mi corre l’obbligo di fare qualche riflessione sulla responsabilità della mia nuova passione. Il sentiero è lento e l’alba è ancora lontana; un piccolo momento di distrazione solo per voltare lo sguardo e illuminare con il piccolo raggio sulla mia fronte il viso incantato e concentrato del mio accompagnatore.

Lui, uomo cauto e risoluto, non ama durante la caccia verbose e insistenti chiacchere ma preferisce pronti sguardi di intesa con i quali in pochi istanti “dice” quanto mi serve sapere: io non lo deludo taccio e sorrido. Ora mi fissa, distende le labbra a sua volta in un gesto di serenità misto di approvazione e comprensione; capisco che quello che provo nel mio primo giorno di caccia lo conosce così bene quasi da darmi l’impressione  che anche lui stia canticchiando la stessa canzone.

Bosco, il mio straordinario bavarese, mi segue attento e vicino senza sapere che è grazie soprattutto al desiderio di condividere ancora più momenti con quella ostinata testa corvina che ho scelto di fare la cacciatrice. E allora un passo dopo l’altro comincio a sentire il peso della responsabilità di quello che presto, in un tripudio di eccitazione e inquietudine, andrò a fare. La caccia moderna, in particolare quella che più mi piace ovvero quella  di selezione, certamente ha perso le ancestrali necessità di sussistenza ma non credo e non voglio viverla senza il profondo rispetto per madre natura: non dovresti prendere più di quello che dai.

Ad ogni passo penso a quanta determinazione mi ci sia voluta per prepararmi a vivere coscientemente la consapevolezza e la responsabilità della morte: ho voluto approfondire, oltre alla conoscenza radicata delle mie prede, le nuove motivazioni che spingono i cacciatori ad essere parte del cerchio della vita. Ho appreso come si possa, e forse si debba, essere parte attiva di un nuovo equilibrio nel quale principalmente dobbiamo essere attori consapevoli che uccidere, ed uccidere il capo scelto, è solo una piccola parte dell’impegno che dobbiamo alla nostra terra.

E quindi nell’ottica di dare prima che prendere ho iniziato ad essere cacciatrice ben prima di oggi; miglioramenti ambientali, censimenti, foraggiamenti invernali quando necessari, perfino qualche recupero, molto  prima ancora di tirare il mio primo colpo, sono stati parte della mia formazione. Ma oggi è il giorno di essere protagonista e l’alba, che comincia a rischiarare l’orizzonte, sembra distogliermi dalle mie silenziose osservazioni. La luce è arrivata quasi senza che me ne rendessi conto e mi trovo ormai fuori dalla vegetazione coperta solo da un erratico masso sale-pepe dalla testa piatta sul quale senza pensare ho già appoggiato lo zaino.

Traguardando il mio granitico riparo non ho neppure il tempo di godermi la stupenda vista di un costone innevato di fresco che scorgo piccole macchie nere che costellano la superficie candida del pendio. Il mio esperto è già chinato sopra al suo “lungo” e già mi sussurra con voce calma ed istruttiva cosa devo fare. In silenzio metto Bosco a sedere, meccanicamente l’otturatore incamera il colpo, mi sdraio, l’ottica inquadra il bersaglio, ancora un secondo in attesa che la camoscia mi mostri tutto il fianco e in un attimo mi scopro a palpitare per il fragore che mi sarei dovuta aspettare.

Non passa molto perché una sonora pacca sulla spalla annunci l’ottima riuscita del mio colpo e neppure molto perché mi sia chiaro il perfetto abbattimento selettivo che abbiamo portato a termine. Faccio appena in tempo a portarmi da sdraiata a seduta, sciogliere i capelli (forse ho solo il desiderio di mostrare il mio essere donna, quasi a dire “vedete anche noi facciamo bene”) prima che Bosco, e gli altri accompagnatori esplodano in esaltanti complimenti. Il recupero è più facile dell’avvicinamento e il waidmannsheil quasi urlato in tono orgoglioso dal mio accompagnatore mi fa scoppiare un calmante sorriso.

Oggi, il giorno del mio primo abbattimento, ho capito che sarò o cercherò di essere una cacciatrice rispettosa, attenta ai bisogni della natura ma consapevole che si può e si deve essere parte di un equilibrio che si aspetta cacciatori etici che si spendono per l’ambiente: insomma cacciatori che danno più di quello che prendono. Durante il rientro mi scopro mentalmente a ringraziare ancora e ancora la natura per l’emozione vissuta durante la mia ammissione nel cerchio della vita. I miei compagni di caccia hanno, tutti, un espressione felice; ognuno di loro conosce il piacere di tante prossime occasioni di stare insieme a condividere, senza ipocrisie, la responsabilità di essere parte attiva e consapevole di gestione della natura.

Oggi sono stata fortunata, un capo anziano senza il piccolo scorto velocemente e abbattuto in maniera pulita; non sempre sarà tutto così lineare perché la caccia è fatta spesso di rinunce e qualche delusione. Io continuerò a salire ed in ogni stagione metterò il mio impegno di cacciatore per concorrere a migliorare e gestire il mio territorio sorridendo delle delusioni mettendoci la determinazione e la tenerezza  propria di noi donne: non prenderò più di quello che do.

Barbara Zappini

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Selezione

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com