Le qualità di un buon Retriever

In questa puntata, vi parlerò ancora più nel dettaglio del carattere ed attitudine naturale che un Retriever deve avere. Probabilmente molti di voi sono abituati a considerare questi cani come più adatti a svolgere altre funzioni a fianco dell’uomo, come cani guida per i ciechi, nella pet therapy, nella ricerca su macerie o cani da salvataggio in acqua. Oppure li avete visti fino ad oggi più come “semplici” cani da divano piuttosto che come cani da lavoro… Bhè, non è colpa vostra!

La mancanza di corretta informazione e di cultura cinofila presente nel nostro paese è la causa principale; e non coinvolge solo le razze Retrievers, ma il cane in generale. In più, i social network non sono affatto utili in questo ambito: è infatti più probabile vedere una foto di un Retriever “mascherato” per Natale, piuttosto che vederli in scatti che li ritraggono in azioni di caccia. In realtà, il loro compito principale sta proprio nel loro nome: retriever, cioè “riportatore”. Nascono quindi, e tutt’oggi restano, cani da caccia, da cerca e da riporto!

Anche se la selezione negli ultimi 30 anni ha spesso ricercato spasmodicamente una perfetta bellezza morfologica, portando gli allevatori a selezionare soggetti sempre più massicci, con teste enormi, canne nasali ed arti sempre più corti, trascurando il concetto di bellezza morfo-funzionale,  spesso a discapito dell’equilibrio mentale del cane, e soprattutto tralasciando l’attitudine naturale al lavoro per cui la razza è stata in origine creata, negli occhi di molti Retrievers di oggi possiamo ancora scorgere la passione e l’istinto predatorio tipico di queste razze, quando viene concesso loro l’opportunità di predare un selvatico. E per fortuna, dico io!

L’articolo 1 del regolamento internazionale delle prove di lavoro per i Retrievers, rappresenta il punto di riferimento per lo standard di lavoro del cane da riporto: “Il Retriever costituisce l’ausiliario indispensabile al cacciatore durante una giornata di caccia. La finalità di queste prove è di selezionare i cani migliori, con la reale attitudine nel ritrovare la selvaggina abbattuta, buon temperamento, buon marking, buon uso del naso, buona iniziativa e bocca morbida. La conduzione deve essere considerata come complemento indispensabile a queste qualità, mantenendo il cane fermo quando è sul posto o corretto nella condotta al piede, docile nel seguire le istruzioni del conduttore quando è inviato su un selvatico che il cane non è stato in grado di marcare.”

Le qualità caratteriali e attitudinali fondamentali che un buon retriever deve avere, secondo lo standard di lavoro, sono:

Will to please, cioè “volontà di compiacere”: è la docilità di queste razze, la loro naturale propensione a servire l’uomo, e di conseguenza la predisposizione all’addestramento. Un Retriever infatti, deve sempre dimostrare gioia e passione nell’eseguire ciò che il conduttore gli chiede di fare. Questo è “l’ingrediente” principale che rende queste razze così duttili e quindi adatte a svolgere anche altre funzioni. Nel caso specifico della disciplina del riporto, questa qualità è espressa, non solo nel corretto rapporto esistente tra il cane ed il conduttore, ma soprattutto nell’entusiasmo che l’animale deve dimostrare nella consegna del riporto nelle mani dell’uomo;

Steadiness: atteggiamento di calma e concentrazione del cane, durante tutta la sessione di lavoro, senza manifestare stress ed impazienza nelle fasi di attesa. Il Retriever deve essere un cane molto equilibrato, calmo, paziente e capace di mantenere la concentrazione anche per periodi molto lunghi. Deve quindi rimanere sempre quieto al fianco del conduttore, seduto quando questi arresta il passo, e seguirlo correttamente al piede, senza intralciarne la marcia. Durante le fasi di attesa, il cane deve rimanere calmo, senza abbaiare o piangere, per non distrarre gli altri cani che lavorano, ma soprattutto per non disturbare la selvaggina libera, eventualmente presente negli ambienti naturali dove la battuta si svolge;

Game-finding ability: capacità di marcare e memorizzare i punti di caduta dei riporti, così come il possedere un buon olfatto e qualità nella cerca, ed infine la prontezza e decisione nel partire al recupero del riporto, attraversando se necessario, diversi tipi di ambienti, come prati, boschi o cespugli, terreni arati o acque profonde.

Tender-mouthed, ossia “bocca morbida”, che sottolinea la delicatezza della presa: l’uso della bocca ed il tipo di presa, sono una manifestazione dell’indole del cane. In un Retriever, la conformazione della mascella, la lunghezza della canna nasale, insieme alla sensibilità nel dosare la giusta pressione della presa, devono corrispondere all’esigenza di tenere e trasportare qualunque tipo di preda, senza rovinarla o farla cadere prima della consegna al conduttore.

Eleonora Peruzzi

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