Caccia alle anatre: scegliere il primo fucile

La caccia alla migratoria, oltre a quella al cinghiale in braccata e in selezione agli ungulati, è senz’altro quella che attrae il maggior numero di cacciatori “neolicenziati”. Tordi, allodole, i primi merli al salto, le cesene in inverno e le anatre, sui fiumi, nei canali, nei campi e soprattutto nelle lagune, ambienti vocati per questo tipo di caccia che ti entra dentro come una droga.

Chi si avvicina agli acquatici spesso si trova a dover fare i conti con un mercato molto vario. E non sempre facile da decifrare ed interpretare. Il dilemma che affligge ogni cacciatore alle sue prime esperienze è: che fucile compro, che munizioni sparo e come mi vesto. Successivamente pensa agli stampi ed ai richiami a fiato che vanno saputi utilizzare pena l’effetto inverno: non vedere nemmeno una piuma.

Il mercato italiano offre una scelta variegata di prodotti dedicati alla caccia agli acquatici. Considero il semiautomatico come arma d’elezione per questa caccia. Premetto che, per scelta personale, tratterò solo quei fucili in versione camouflage che ben si adattano alle moderne esigenze del cacciatore di acquatici.

La italianissima Benelli Armi S.p.A con sede ad Urbino produce tre prodotti sicuramente valevoli di menzione: il Vinci, un fucile che al suo esordio ha fatto molto parlare di sé. La versione che interessa al cacciatore di acquatici è la Camo Max 5 cal. 12 oppure, in alternativa, la Camo APG – HD. Sfruttando la meccanica inerziale, con canna da 65 cm pesa poco più di 3.1 kg. Personalmente, avendolo più volte imbracciato, mi ha sempre trasferito delle sensazioni di fragilità ma di grande bilanciatura. L’equipaggiamento con canna da 65 cm non lo fa apprezzare da chi caccia le anatre selvatiche in ambienti molto aperti e necessita di tiri extra lunghi. Di contro è impiegato felicemente da chi è abituato a calarsi nelle botti delle tenute di caccia vallive. Nelle armerie si può acquistare ad un prezzo compreso, a seconda dei ricarichi, tra i 1.100 ed i 1.400 euro. Dello stesso fucile vi è la serie Super Vinci, di fatto un Super Magnum con canne da 70 o 75 cm e camera da 89 mm.

La Pietro Beretta S.p.A propone da tempo un prodotto che ha riscosso un successo molto vasto tra il pubblico dei cacciatori di anatre: l’A400 Extreme Plus, nelle versioni Max 5 o Mossy Oak Bottomland. Fucili decisamente più impegnativi, dal punto di vista del peso, dei Benelli. Caratteristica questa che potrebbe rendere a qualcuno l’azione di imbracciata e puntamento meno fluida. Il personale commento, pur essendo un fucile molto diffuso, impiegato persino dal mio abituale compagno di scorribande, è quello di un fucile sbilanciato verso il calcio. E sicuramente con un limitato rinculo, rispetto ad altri modelli. In armeria il prezzo varia, attestandosi ad una media di 1.850 euro per la versione con canna da 71 cm pur essendo disponibile anche con canne di 65 cm e 76 cm, quest’ultima la più adatta per un uso tuttofare.

Dalla Browning invece l’intramontabile Auto 5. Il fucile con la “gobba”. Che è giusto dirlo in tutta onestà: o si ama o si odia. Fucile solidissimo, sia la precedente versione che il nuovo modello A5 Grand Passage Max 5. Bilanciato, con un rinculo morbidissimo che non lo fa apprezzare da molti cacciatori che sostengono, a torto, che l’arma che spara bene si deve sentire in spalla. L’imbracciata non è così intuitiva come potrebbe sembrare ma state certi che l’Auto 5 non si incepperà mai. Viene venduto con canne da 71 e 76cm ma vi è l’opzione anche con canna da 81cm che abbinata a cartucce molto performanti lo rende un vero cannone. Garantito dalla casa madre per 100.000 colpi o 7 anni, gli strozzatori di cui è dotato sono una vera novità sul mercato. Prezzo medio intorno ai 1.400 euro in armeria.

Igor Miotto

 

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