Capriolo menta e miele

A luglio sono stato a pranzo dal mio amico e collega Walter. Walter è di Trieste ma ha sposato una Toscanaccia che ha conosciuto quando faceva il militare nell’aeronautica proprio a Firenze e usa dire che sue moglie Teresa è una che andava con i militari…. Come per dire che è una poco di buono ma scherza, anzi scherza sempre… non ho mai trovato qualcuno con una sequela così grande di barzellette come Walter. Walter (al secolo Gualtiero) è un’ingegnere informatico ed è sua la paternità di telepass che noi tutti usiamo con soddisfazione, almeno io da quando c’è l’ho non so come se ne possa fare a meno. Dicevo dunque che ero a pranzo da Walter nella sua casa in campagna a Montepulciano chiamata la Buca quando mi imbatto in un libro di cucina che Walter aveva avuto da poco “Cucina Bruta”. Riesco a sottrarglielo ed in vacanza in Sardegna me lo leggo.

Una meraviglia! Meravigliosa la grafica, splendide foto, ricette stravaganti. Tutto verte su cinque tematiche: il sale, la cenere, la marinata, lo iodio e lo zucchero. Nella parte delle marinate ho trovato questa ricetta, abbinata al capretto, e l’ho voluta provare col capriolo. Una meraviglia.. state attenti però a fare la salsa di miele e menta molto liquida, poco pan grattato, altrimenti farete il mio errore che non riuscivo a spalmarla bene sul coscio. Buone pranzo.

Ingredienti: Coscio di Capriolo giovane, aglio, miele, menta, pan grattato, sale, pepe, vino bianco.

Preparazione: Asciugare bene il cosciotto e steccarlo con dei pezzi d’aglio da ambo le parti , tritare nel mixer un mazzetto di menta (solo foglie) e pan grattato, aggiungere al trito sale e pepe riducendolo ad una morbida crema Spalmare il cosciotto della crema di miele-menta-pepe e sale e lasciarlo riposare mezzora. Infornare a forno caldo (180 Gradi) e ogni mezzora girare diluendo col vino bianco il fondo di cottura e rimettendolo sopra al cosciotto. Dopo tre ore sarà pronto. Servire tagliato a fette con la sua crosta/sugo di miele e menta accompagnato da sedano di Verona tagliato a fette e saltato nel burro.

Andrea Dario Manzi Fé

 

 

 

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