Laguna veneta: le valli di Rosolina e Caleri

Nel panorama lagunare veneto vi sono cinque macro aree di interesse, dove sono ubicate quelle che in gergo vengono definite valli, ampie zone di laguna, confinate all’interno di argini e zone emerse. Che fin dai tempi della Repubblica Serenissima e del Dogato Veneto erano sfruttate per la caccia e la pesca.

Le aree vallive che interessano la provincia di Venezia sono quelle delle bonifiche delle zone paludose dell’alto veneziano, nel comprensorio di Caorle fino al fiume Tagliamento, il naturale confine con il Friuli Venezia Giulia.

Più a sud, scendendo lungo la costa, con la città di Venezia come ideale baricentro, le valli della laguna nord, che si estendono da Jesolo fino alla terraferma, con gli orti di Lio Piccolo e Lio Maggiore e numerose piccole valli che fanno da contraltare alle più grandi valli venete, per estensione: valle Dogadò e valle Dragojesolo, distanti pochi chilometri.

A sud della città di Venezia, prima dell’importante porto peschereccio di Chioggia, le valli del basso veneziano, confinate tutte tra la strada statale 309 Romea e la gronda lagunare. Zona in cui aveva investito, già a quel tempo, il compianto Raoul Gardini, con la sua famosa tenuta della Miana Serraglia.

Due le valli della provincia di Padova, il Ghebo Storto e la Morosina, nell’immediato entroterra prima di Chioggia. Poi la laguna, con gli immensi canneti della Sacca Toro ultimo lembo di barene prima della provincia di Rovigo.

Tra la città di Chioggia e le valli del Delta, quelle di Porto Levante, Porto Viro e Porto Tolle, vi è l’abitato di Rosolina e la laguna di Caleri. Con le sue tenute di caccia, che prendono appunto il nome di valli di Rosolina. Molte delle quali valli che un tempo, erano tenute di caccia famose e apprezzate ma che oggi, per vari motivi, alcune stanno attraversando un periodo di luci e ombre.

Si tratta di valle Boccavecchia (328 ettari), valle Spolverina (265 ettari), valle Passarella (171 ettari), valle Cannelle Casonetto (213 ettari), valle Morosina Duse (308 ettari) e valle Segà (580 ettari).

 

In particolare erano rese famose dalle cronache di cacciate memorabili, con carnieri di tutto rispetto, valle Morosina Duse e valle Segà. Valli che sono popolate, oggi meno di allora, da germani reali, alzavole e dagli immancabili fischioni che svernano negli specchi vallivi del Delta del Po, il più importante sito di svernamento d’Europa.

Alcune di queste oggi sono in vendita, altre sono condotte da proprietari che cercano in ogni modo di mantenere un ambiente fragile ed unico. Altre, purtroppo, sono in stato di semi abbandono, e divenute iper-saline sono l’ambiente ideale per osservare i fenicotteri rosa. Un patrimonio di cultura e saperi che non deve andare perduto. Le valli della laguna di Caleri, spesso nominate come valli di Rosolina, speriamo possano presto trovare nuova vita.

Redazione aCaccia.com

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