Le gattare fuorilegge

Fateci caso: ogniqualvolta un cane o un gatto cercano famiglia sono ignari protagonisti di storie strappalacrime inventate ad hoc da sedicenti amanti degli animali.

Gatti e cani che, il più delle volte, arrivano da colonie feline o dalla strada. Non cippati e non tatuati. Quindi, di fatto, di proprietà dello Stato. Stato, il quale, dovrebbe prendersi cura di questi animali, con tutta una serie di politiche di gestione e benessere.

Ma l’Italia è il paese dove lo scaricabarile è una prassi consolidata e gli amministratori, investiti dell’ennesimo problema, che in politichese si traduce in potenziale responsabilità, scaricano ad altri la patata bollente. Figuriamoci se con tutti i problemi con cui un Sindaco ha a che fare quotidianamente, ha tempo e voglia di occuparsi anche della colonia di gatti della zona.

Ed è così che accade che una schiera di mancate crocerossine, spesso con evidenti disturbi nella gestione del rapporto interpersonale, arriva in soccorso del politico irresponsabile. Le gattare, ormai riunite sotto il cappello delle associazioni locali di protezione animale, pseudo onlus create in modo da impietosire il pubblico, disattento. Ed attraverso cui mettersi in tasca, indebitamente, molti denari.

Spesso, per adottare un gatto, queste associazioni, chiedono di sostenere un colloquio pre-affido e di ispezionare la casa dove l’animale, potenzialmente, andrà a vivere. Ma non solo… alcune chiedono una donazione, senza la quale, il gatto non lo avrai mai. Donazioni con tanto di ricevuta.

Un meccanismo ormai assimilato, che però è stato messo alla luce da alcune Procure della Repubblica. Anzitutto il gatto, non cippato e non tatuato, non può essere ceduto da una associazione che, di fatto, non ha alcun titolo per prelevare il gatto o il cane da una colonia felina o dalla strada, rientrando l’animale, nel patrimonio indisponibile dello Stato per effetto della ben conosciuta legge 157/92.

Così agendo si configura chiaramente il reato di Furto  (art. 624 c.p.)  e di Appropriazione indebita (art. 646 c.p.). Dato che l’animale è oggetto di un furto, in danno allo Stato proprietario dell’animale, in caso di richiesta di denaro per ottenere la proprietà dell’animale, si configura anche il reato di Ricettazione (art. 648 c.p.) per chi tentasse di trarre del profitto dalla vendita e il reato di Incauto acquisto per l’acquirente (art. 712 c.p.).

Va da se che chiunque chieda informazioni, compilando moduli o esigendo di entrare nella vostra casa, lo fa senza alcuna autorizzazione e in maniera del tutto illegittima dato che lo Stato, titolare del diritto di proprietà dell’animale randagio, non autorizza alcuna associazione a cedere gli animali. Bisogna avere il coraggio di denunciare gattare e associazioni pseudo animaliste che invece sulla pelle degli animali lucrano mettendosi in tasca cospicui guadagni. Solo così potremmo fermare, in modo concreto, la deriva animalista.

Enzo Sartori 

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