Le provocazioni della LAC

Anno nuovo, vecchie bugie. Questa volta mi riferisco agli attivisti della Lega Abolizione Caccia – LAC, che anche di fronte alla morte di persone innocenti non perdono l’occasione di sparare a zero contro la caccia ed i cacciatori.

Mi riferisco al terribile incidente su l’A1,  dove un branco di cinghiali attraversa e provoca un morto e dieci feriti.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, a causa della presenza degli animali sulla carreggiata, si sarebbe verificato un primo schianto tra due auto: il conducente di una delle due, sceso per verificare quanto accaduto a seguito dell’investimento di uno dei cinghiali, è stato travolto da una terza auto, il cui guidatore è poi deceduto a causa della violentissima carambola.

Ovviamente le prime accuse sono rivolte alle associazioni venatorie, colpevoli secondo la LAC di aver importato cinghiali dall’est Europa, tanto per sparare a zero e dimostrando assoluta ignoranza in materia.
Peccato che questi signori dimentichino che da molto tempo le regioni stiano cercando di formare personale qualificato proprio per la problematicità in esponente aumento dei cinghiali sul nostro territorio, e guarda caso proprio la lungimiranza della LAC e altre associazioni illuminate  si oppongono a piani di gestione e contenimento.
Quante vittime innocenti dobbiamo ancora aspettare? Visto che molti comuni si oppongono alla pratica del contenimento, non sarebbe meglio scavalcarli con decreti prefettizi d’urgenza.

I media continuano ad avallare teorie fantasiose, come la sterilizzazione o la cattura paventate da questi salvatori della biodiversità, e mi domando fino a quando le coscienze dei cittadini potranno ancora credere e sopportare queste idee fantasiose.

Siamo quasi agli sgoccioli di una stagione venatoria molto controversa, personalmente rimango ancora convinto che ancora qualcosa di buono della nostra passione sia rimasto da salvare.
Buona macchia a tutti

Marco Navarro

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