Libera Caccia attacca il WWF: “allarmismo inutile, non si smentisce mai”

Comunicato Stampa – A pochi minuti dalla diffusione della notizia del tragico incidente autostradale che, in Lombardia, ha causato un morto e dieci feriti fra i quali una ragazza in gravissime condizioni e alcuni bambini, il WWF ha subito diramato il suo consueto comunicato stampa infarcito di inesattezze, luoghi comuni e fandonie. Dopo qualche doverosa e formale parola di umano cordoglio, gli strenui paladini dei cinghiali sono subito partiti in difesa dei poveri animaletti e all’attacco degli esseri umani che sono i veri colpevoli dell’ennesimo episodio luttuoso che ha insanguinato le strade italiane.

Gli addetti alla manutenzione delle protezioni non hanno fatto il loro lavoro (ma sembra invece che gli animali abbiano scavato sotto la recinzione che è rimasta integra) e i cacciatori sono colpevoli di aver immesso, anni addietro, i cinghiali per loro divertimento. La realtà è un’altra. In tutta Europa – e specialmente in Italia – la fauna selvatica oggetto di caccia è in costante aumento; specie i grandi ungulati e non solo i cinghiali. Questo aumento causa una serie pressoché infinita di danni alle coltivazioni e rappresenta un rischio sempre maggiore per la sicurezza sulle strade. Basti pensare che in Svezia si verificano in media 5 impatti con animali selvatici ogni ora, per un totale di 50.000 casi all’anno).

Per restare in Italia, secondo i dati forniti dall’Osservatorio Asaps, l’Associazione degli Amici della Polizia Stradale, nel primo semestre 2017 in Italia si sono verificati 75 episodi rilevanti, per un totale di 10 morti e 91 feriti gravi. E tali incidenti non sono causati solo dai cinghiali ma spessissimo da caprioli, daini e soprattutto cervi. Il WWF, poi, invoca i soliti censimenti e i soliti piani di abbattimento, dimenticando che tali piani di prelievo esistono in moltissime regioni e che, purtroppo, raramente riescono a raggiungere una percentuale vicina al 30% del numero totale dei capi previsti. Altro che immissioni! Ecco, questi sono i fatti, non le solite chiacchiere buone solo a destare scalpore e a diffondere allarmismo nella pubblica opinione.

Presidente ANLC – Paolo Sparvoli

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