Alessia Morabito: cacciare con rispetto

Che cosa ne pensa di vegani, vegetariani e fruttariani? Evoluzione o involuzione ?
Intanto non metterei i vegetariani tra vegani e fruttariani, i primi spesso hanno mutato la loro impostazione alimentare per motivi di salute. Credo che più che di evoluzione o involuzione si debba parlare di stasi e le cose ferme si rovinano: convivo in pace con chi ha regimi alimentari diversi dal mio, posso affrontare con la stessa fermezza sia un vegano arrogante che un cacciatore “maleducato” ma ho, con altrettanto trasporto, bellissime amicizie tra macellai, cacciatori, vegetariani e vegani, imparo da tutti qualcosa.

In un apparentemente crescente sentimento di protezione ed attaccamento agli animali, si sono sviluppate nel tempo frange di così detti animalisti estremisti. Che si definiscono spesso come “nazivegani” ed aggrediscono verbalmente e non solo i cacciatori, spesso anziani, nelle campagne. Come valuta gli animalisti ?
Ogni movimento culturale o pseudo tale che inizia per Nazi rientra nelle cose contro le quali combatto. In secondo luogo ho molti amici animalisti che non hanno adottato nessun regime alimentare estremo o amici che hanno adottato regimi alimentari estremi che non hanno nessun sentimento violento. Io condanno ogni genere di comportamento lesivo per la dignità della persona, sia che sia il caso di un vegano violento come di un cacciatore nel giardino di una proprietà privata: ci vuole più buonsenso e meno arroganza, ci vogliono piattaforme che agevolino un dialogo e non fomentino uno scontro. Poi ci sono le leggi, il nostro diritto e il nostro dovere di essere cittadini.

Cosa ne pensa di chi sceglie di vestirsi, seguendo una moda intramontabile, con le pellicce ? Si trova d’accordo con quegli esaltati che inseguono le donne in pelliccia nei centri delle grandi città con cartelli di sensibilizzazione ?
Ne farei più una questione ecologica: amo molto gli abiti vintage e piuttosto che una pelliccia nuova preferirei rimetterne nel circolo dell’economia una d’epoca, magari riportata “ a modello”. Poi,in Italia, c’è bisogno che sia una pelliccia a proteggerci dal poco freddo che ci attanaglia pochi giorni l’anno? Fossimo in un paese nord europeo questa polemica sarebbe molto attenuata se non inutile.

Domanda secca: si può dichiarare anticaccia o contraria al prelievo venatorio regolamentato ?
No, non sono anticaccia, mio nonno materno era cacciatore. Sono una Cuoca, per me la caccia ha uno scopo alimentare sia che sia libera sia nel caso di cacce d’abbattimento programmato. Un discorso a parte dovrebbe essere rivolto per gli animali protetti che mettono a repentaglio gli allevamenti di ovini e caprini, non credo sia una mera questione da risolvere semplicemente tra abbattimento e protezione.

Cosa ne pensa della caccia, praticata seguendo scrupolosamente le normative imposte dallo Stato e in maniera coscienziosa ? L’ambiente, la natura, può fare a meno della caccia ?
Potenzialmente cacciatore è il naturalista per eccellenza.Come dicevo mio nonno materno era un cacciatore, prevalentemente cinghialaio, della maremma del dopoguerra. Ho vissuto dal 2004 al 2014 nella maremma grossetana vivendo e vedendo direttamente i limiti e le potenzialità dei cacciatori contemporanei. Cacciare non è l’uccisione della preda e il vero cacciatore non è cacciatore solo durante la stagione venatoria. La caccia moderna dovrebbe formare cacciatori ambientalisti che siano in grado di monitorare il territorio e tutelare la selvaggina stanziale e migratoria, autolimitarsi e limitare il numero di capi uccisi, il tipo di armi e il tipo di munizioni per conservare l’ambiente per coloro che verranno in futuro. Dovrebbero aver chiaro il valore storico e culturale della ritualità, il suo potenziale di convivialità e, a livello economico, la possibilità di destagionalizzare i flussi turistici oltre che una grossa risorsa locale per l’industria alimentare

Chi aggredisce i cacciatori definendoli “sadici”, “minidotati”, “assassini” spesso non ha altre tesi con cui argomentare il suo dissenso alla caccia. Cosa ne pensa lei, da donna, dell’uomo cacciatore ? Che sentimenti ed emozioni le ispira ?
Intanto voglio precisare d’aver conosciuto anche delle donne cacciatrici. Se devo valutare un cacciatore valuto quanto sia rispettoso e innamorato del territorio che lo ospita, quanto sia integrato con le altre attività “del bosco” ( cosa conosce di raccolta di prodotti selvatici e della loro stagionalità, o dell’osservazione dei mutamenti, ad esempio dei flussi migratori), quanto sia attento ai rituali della caccia e al rapporto con i propri cani o col falcone. E poi quanto sia capace a porzionare, tagliare, trattare, l’animale che ha catturato. Da cuoca, spesso, ho avuto modo di criticare aspramente il modo nel quale la carne veniva “rovinata” ancor prima di essere cotta: tagliata in posti poco salubri, sporca di terra, ossa sbriciolate, tagli di carne senza nessun criterio anatomico.. detesto chi non rispetta il cibo o chi lo manipola senza senso di responsabilità.

Al giorno d’oggi mangiare carne sembra essere un problema. Alcuni studi scientifici attesterebbero che il consumo di carne rossa e più in generale di proteine animali, per tutta una serie di ragioni, favorirebbe l’insorgenza di tumori. Che ne pensa?
La scelta di un regime alimentare è una scelta strettamente personale che sia etica, fisiologica, culturale o per capriccio. Ho un amico macellaio che in gioventù è stato vegetariano per 10 anni: adesso è il migliore macellaio che conosca e forse il migliore d’Italia, selezionatore, artigiano e comunicatore sopraffino. Ho un’amica che ha combattuto e vinto un cancro a quarant’anni, ha scelto di essere vegetariana perché l’ha ritenuta la scelta migliore per lei, di questa scelta ne ha fatto impresa e forse è la persona più libera che conosca. Io stessa mi dichiaro fermamente onnivora ma, a volte, passo lunghi periodi non mangiando carne senza che me ne renda conto. Però ho mangiato di tutto, quello che ho mangiato da cotto spesso l’ho assaggiato anche da crudo e ho cucinato molto, in molti modi.

Che idea si è fatta di quei genitori, tristemente venuti alle cronache, per aver causato gravi problemi di salute ai propri figli perché alimentati con diete vegane e vegetariane?
Non ho figli, non sento di potermi pronunciare.

Con l’avvento della grande distribuzione e la sempre maggiore richiesta di prodotti preconfezionati il pubblico si è abituato a rifornirsi presso i banchi frigo delle macellerie degli ipermercati. Facendo aumentare la richiesta di carne proveniente da allevamenti intensivi. E’ un bene o un male?
E’ un disastro. Un disastro vero. il lavoro, in tutte le fasi, dall’allevamento alla vendita, diventa mercenariato senz’anima, non esistono più i “mestieri”: allevare, selezionare, macellare, conservare, acquistare, cucinare… non esistono più i mestieri correlati a queste attività… i consumatori sono incapaci ad acquistare, i gusti e la percezione visiva si uniformano, i margini di scarto sono esorbitanti, la salubrità compromessa. Prendere posizione come consumatore è una rivoluzione. Ho piacere di citare, come esempio virtuoso, la filiera delle carni di selvaggina cacciata in Emilia Romagna, sostenuto, condotto nonostante la complessità e ben promosso da Michele Milani anche curatore ed editore di due bellissimi volumi di caccia e alta cucina.

Parteciperebbe ad una cena a base di cacciagione e buon vino ?
Non vedo l’ora di partecipare alla prossima!

Alessia Morabito / Redazione aCaccia.com

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