I cani e il tumore

Anche i cani e la caccia mi hanno aiutata a sconfiggere il cancro. Ricordo ancora perfettamente le sensazioni che provai quando lessi il referto del medico: disorientamento e paura! In realtà non ero spaventata dall’idea di morire; ero molto più spaventata dall’idea di sopravvivere!

La diagnosi era chiara e non lasciava spazio ad alcun dubbio: “Alterazioni cellulari associate ad HPV, genotipo 16,58; microfocolaio di condiloma piatto e CIN-1”. In parole povere, condiloma maligno alla cervice da Papilloma virus!

Tutti intorno a me, la mia famiglia, gli amici, erano forse più spaventati di me dall’idea della devastazione che un problema del genere potesse causare al mio corpo e alla mia vita. Si ipotizzavano interventi chirurgici, chemioterapia, farmaci… Ma è proprio nei momenti più difficili, quando è facile farsi prendere dal panico, che io riesco a restare calma e lucida… In quel momento, capì il vero significato del modo di dire: “ciò che conta è la salute!”

Sì, perché quando sai che dentro di te sta crescendo un mostro, che potrebbe mangiarti viva se non ti metti subito al lavoro per affrontarlo, non pensi a nient’altro che a come fare per ritornare in salute!

Mi ricordai della definizione di salute che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dato nel 1946: “lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non la semplice assenza di malattia”. Realizzai quindi, che il mio cammino di guarigione per ritrovare la mia salute, in realtà era iniziato anni prima, quando decisi di mollare il mio lavoro dell’epoca, mettendo tutta la mia realtà in discussione e dedicarmi totalmente alla mia più grande passione: i cani, e conseguentemente a loro, la caccia!

Perciò, non mi fermai a ciò che la medicina allopatica mi proponeva, ma decisi di affidarmi soprattutto alla medicina olistica ed ad altre tecniche complementari, che lavorano sulle emozioni e sui campi energetici, continuando sempre, ogni giorno, ad uscire in campagna con i miei cani…

Ricordo che era la stagione venatoria 2015/2016, e nonostante la terapia che mi somministravano mi causasse dei disturbi fisici, compreso la necessità d’inserire un PICC nel braccio sinistro, io coglievo ogni opportunità che la vita mi offriva per andare a caccia con i miei cani e con i miei amici cacciatori.

Molti mi davano della pazza e dell’incauta; mi dicevano che sottoponevo il mio corpo ad un ulteriore stress inutile. Non sapevano che quelle giornate mi donavano l’energia e la spinta a non mollare, a scegliere ogni giorno la vita anziché la sopravvivenza.

Per me, lo stare fuori con i miei cani ad allenarci per le giornate di caccia e per i picking up, erano ossigeno puro! E quando finalmente potevamo insieme godere delle emozioni che la caccia ci regala… quella era la migliore terapia per me! Camminare nella Natura alla ricerca della preda, mi permetteva di riprendere contatto con la mia essenza di essere umano, cioè di animale predatore gregario. Vivere tutto ciò al fianco dei miei cani, pronti a collaborare in simbiosi con me nello svolgere il nostro lavoro di recupero della selvaggina sparata, mi rigenerava! Come il poter ammirare la luce di gioia e soddisfazione che splendeva nei loro occhi, quando abboccavano la preda e con gioia la consegnavano nelle mie mani, nutriva le mie cellule sane!

Terminata la terapia olistica, dopo circa 6 mesi ripetei gli esami citologici: i condilomi erano spariti, e non sono più tornati a disturbarmi! Nessuno può dire con esattezza che cosa realmente mi abbia guarita: se la terapia medica, se il lavoro di introspezione o il nutrire ogni volta che potevo la mia passione…

Per me, è stata la mia voglia di vivere a salvarmi! Ed io non riesco ad immaginare la mia vita senza i cani, e quindi la caccia… Perciò io dico sì: anche i cani e la caccia mi hanno aiutata a sconfiggere il cancro! Buona vita a tutti voi!

Eleonora Peruzzi

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