L’ora dei conti

Chi controlla il controllore? In Italia ai sensi dell’articolo 34 della legge Nazionale sulla Caccia n. 157/92, le Associazioni Venatorie riconosciute sono sette: FIdC, ANUU, ANLC, Enalcaccia, Arci Caccia, Italcaccia ed EPS.

Ai fini del loro riconoscimento le associazioni venatorie devono: avere finalità ricreative, formative e tecnico-venatorie; avere un ordinamento democratico e possedere una stabile organizzazione a carattere nazionale, con adeguati organi periferici.

Dimostrare di avere un numero di iscritti non inferiore ad un quindicesimo del totale dei cacciatori calcolato dall’Istituto nazionale di statistica, riferito al 31 dicembre dell’anno precedente quello in cui avviene la presentazione della domanda di riconoscimento;

Qualora vengano meno i requisiti previsti per il riconoscimento, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali dispone con decreto la revoca del riconoscimento stesso.

Si considerano riconosciute agli effetti della presente legge la Federazione italiana della caccia e le associazioni venatorie nazionali: Associazione migratoristi italiani, Associazione nazionale libera caccia, ARCI-Caccia, Unione nazionale Enalcaccia pesca e tiro, Ente produttori selvaggina, Associazione italiana della caccia – Italcaccia, già riconosciute ed operanti ai sensi dell’articolo 34, comma 5, della legge 11 febbraio 1992, n.  157.

Le associazioni venatorie nazionali riconosciute sono sottoposte alla vigilanza del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali.

Il numero dei cacciatori italiani è in costante diminuzione. Secondo i dati dell’Istat e di Federcaccia nel 1980 i cacciatori erano 1.701.853, il 3 per cento dell’allora popolazione italiana, nel 1990 sarebbero diventati 1.446.935, ancora più consistente il calo registrato nel decennio successivo, nel 2000 si è infatti passati a 801.835 cacciatori. Tra il 1980 e il 2002 i cacciatori italiani sono passati da 1.700.000 a 730.000, una diminuzione del 56 per cento circa. Un declino inarrestabile. Sono 579.252 licenze di caccia che sarebbero state rilasciate nel 2016 contro i 751.876 titolari del 2007, rappresentando oggi poco più dell’uno per cento della popolazione.

Dopo questa sfilza di numeri c’è da aggiungere che la grande battaglia per il riconoscimento di altre associazioni come la Confavi, che ancora oggi è in atto, oltre al ristorno € 5,16 che lo stato riconosce alle associazioni riconosciute per ogni cacciatore è in gioco il diritto di sedere a tavoli tecnici e far parte dei comitati di gestione.

Tutto ciò premesso numeri alla mano oggi una associazione venatoria per mantenere il diritto sancito dalla legge 157/92, dovrebbe dimostrare di avere al livello nazionale poco meno di 38.000 iscritti, e visto con non stiamo giocando a figurine in questo intreccio economico-politico chi controlla e certifica la legalità?

Di fatto rimane da parte delle due principali associazioni rimane un solo motto che rubo al Marchese del Grillo ” Io sono Io e voi non contate un Ca….” e nel frattempo la caccia muore strangolata da questo inutile e non controllato sistema.

Marco Navarro

RIPRODUZIONE VIETATA anche parziale senza il consenso scritto dell'editore   -   © acaccia.com   -   Tutti i diritti riservati. All rights reserved.

Leggi anche gli altri articoli di Editoriale

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Regole di comportamento per i commenti. Vengono cestinati commenti fuori tema, provocatori, privi del dovuto rispetto per le opinioni altrui, con contenuti maleducati o offensivi e non in linea con il tenore della discussione, insieme a tutti i messaggi provenienti da indirizzi irregolari. Non è consentito pubblicare link terzi e scrivere testi in stampatello. L'attività dei moderatori è insindacabile e inappellabile compresa la chiusura dei commenti e il blocco di un utente. La pubblicazione di un commento implica l'automatica accettazione di queste regole e delle norme "Nota legale" del giornale.
Per inserire un'immagine personale, registrarsi con lo stesso indirizzo email al sito: http://it.gravatar.com