Trento: uccelli da richiamo mutilati, sette arresti e 10 mila uccelli sequestrati

Una maxi operazione antibracconaggio condotta dal Corpo Forestale del Trentino Alto Adige in collaborazione con l’Arma dei Carabinieri delle Regioni Trentino Alto Adige, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana ha portato all’arresto di sette persone ed al sequestro di 10.000 uccelli.

Le indagini sono partite a seguito di un arresto, compiuto dai Carabinieri, per il furto di avifauna, avvenuto in Trentino Alto Adige, nel comune di Mezzolombardo, alla fine del 2018.  Gli approfondimenti investigativi hanno permesso in pochi mesi di ricostruire i contorni di una vera e propria associazione a delinquere volta alla commissione di bracconaggio. Questa è difatti l’accusa più pesante mossa dalla Procura della Repubblica di Trento che ha coordinato le indagini.

I bracconieri prelevavano i nidi con le uova e le facevano schiudere, alimentando poi i pulli con appositi pastoni. Le specie più presenti, nel “listino prezzi” dei bracconieri, erano il Merlo, il Tordo Bottaccio, il Tordo Sassello, la Cesena, il Colombaccio, che costavano, per ogni esemplare, non meno di 300 euro l’uno. I bracconieri però catturavano anche Allodole, Cardellini, Verdoni, Lucherini, Verzellini, Peppole e Frosoni che arrivavano a costare anche 400 euro l’uno. Molti dei quali presentavano mutilazioni agli organi riproduttori per migliorarne le capacità canore.

I bracconieri sono stati anche intercettati attraverso indagini sulle utenze telefoniche.  Il procuratore capo di Trento Sandro Raimondi ha affermato: – Anche l’uso di un linguaggio così particolare definito criptico  è evidente consuetudine a delinquere da parte di queste persone che non può essere improvvisata ad una singola operazione – . Per poi concludere con: – l’attività di collaborazione con il Corpo forestale proseguirà perché la nostra intenzione è quella di incrementare l’attività anche ad altri ambiti che possono essere dannosi per l’ambiente come, per esempio, il traffico internazionale di rifiuti illeciti – .

Per il comandante del corpo forestale Trentino, Romano Masè, – l’operazione portata a termine è tra le più rilevanti a livello nazionale per contrastare questo fenomeno odioso. Attraverso le indagini siamo riusciti ad individuare una rete illegale interregionale a valenza nazionale per la commercializzazione di volatili – .

Redazione aCaccia.com

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