Caccia alle anatre: abbigliamento e richiami

La caccia alle anatre, lo sappiamo bene, si caratterizza spesso e volentieri per condizioni meteo avverse: forte vento, ma ancora più frequentemente per freddo intenso o per pioggia battente, vento che fa ingrossare le onde oppure, addirittura, nevischio e vento gelido. Non a caso nelle mie zone si dice abitualmente che “co a piova e co el vento el masorin vien rento”. Cioè, tradotto per i non veneti, con la pioggia e con il vento il germano reale viene vicino (agli stampi). Cioè a tiro.

L’abbigliamento da caccia, qualora optassimo per un fucile camouflage sarebbe davvero ridicolo che fosse diverso. Anche perché sappiamo che le anatre hanno una vista formidabile e celarsi con un abbigliamento idoneo è la scelta migliore.

Assolutamente da evitare tutti quei capi di vestiario, seppur mimetici, dai colori troppo accesi. Che in natura non esistono e insospettirebbero immediatamente l’anatra. Decisamente meglio quelli con motivi mimetici di canne e tamerici ma dai colori più spenti.

Una scelta efficace sarebbe un set fatto da: maglia, felpa in pile e con trattamento antivento, giaccone impermeabile con cappuccio, pantaloni impermeabili a salopette con dorsali, guanti, cappello e passamontagna, questo utilissimo nei tragitti invernali in barca. Nel caso scarponi o stivali, a seconda delle scelte.

Di vestiario ve ne è molto, di tutte le tipologie. Personalmente non lesino mai in termini di qualità, pur non intendendo spendere cifre da capogiro per capi spalli firmati da prestigiosi marchi di armi che fanno realizzare tutto in Cina. Due i marchi che mi sento di consigliarvi dopo numerose prove pratiche: Sitka che trovate direttamente al sito internet e Drake, una linea di abbigliamento americana che potrete acquistare su Cabela’s.

Vanno a completare l’eventuale kit di vestiario uno smanicato medio e un buon paio di waders, gli stivaloni al petto, che in occasione di pioggia battente, temperature miti e lunghe ore di attesa risolveranno tutti i vostri problemi. Il sito di e-commerce con sede nel Nebraska dispone di moltissimi modelli, introvabili in Italia.

Per quanto riguarda i richiami invece, mi sento di consigliarvi di concentrarvi, se siete dei neofiti, su tre sole tipologie: un richiamo alto per il germano, quello che riproduce il suono dell’anatra, cioè la femmina del germano reale e quello dell’alzavola maschio.

Nel primo caso, affidandovi a richiami artigianali, il nome su cui puntare è uno solo: Roberto Ardesi della AR Calls. La capacità con cui costruisce i richiami e la semplicità di utilizzo fanno di lui il numero uno sul germano maschio, anche se apparentemente vi sono richiami artigianali più blasonati… che però non suonano tutti uguali e soprattutto, che sono tutt’altro che semplici da usare.

Sulla femmina di germano, spendendo qualche soldino in più, c’è un richiamo che vale davvero la pena di utilizzare: il The Butcher di Roberto Segala, della RS Call che troverete anche disponibile on-line ad un prezzo medio di 90.00 euro.

Sull’alzavola maschio, invece, a mio modesto parere in Italia c’è un artigiano che distanzia tutti gli altri per uniformità del suono: il romagnolo Claudio Tombetti. Insuperabile ed insostituibile il suo richiamo doppio per alzavola maschio in osso naturale e gomma da usare con due mani e fucile appoggiato.

Igor Miotto

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